Il Film
The Blues Brothers
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« Siamo in missione per conto di Dio. »
(Elwood Blues)
« Sono 106 miglia per Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, è buio, e portiamo tutt'e due gli occhiali da sole. »
(Elwood Blues, rivolto al fratello Jake)
The Blues Brothers è una commedia musicale diretta nel 1980 da John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd.
Il film è entrato nella storia del cinema grazie al suo cast di musicisti e cantanti, ad una trama che lo rende quasi uno show musicale a tutti gli effetti, e grazie anche a protagonisti come Belushi ed Aykroyd. I due interpretano i fratelli Jake "Joliet" Blues (John Belushi) ed Elwood Blues (Dan Aykroyd), personaggi inventati dai due comici ai tempi delle loro prime collaborazioni al celebre show televisivo statunitense Saturday Night Live, che diventarono in breve tempo famosi in tutto il mondo, inconfondibili nelle loro tenute nere e negli occhiali da sole Ray-Ban Wayfarer.
The Blues Brothers costò circa 30 milioni di dollari ed uscì nelle sale nel 1980, inizialmente stentando al box-office. In poco tempo, tuttavia, si formò un vero e proprio culto intorno alla pellicola, e ancora oggi può capitare che venga proiettato in qualche cinema.
Dan Aykroyd firmò anche la sceneggiatura insieme al regista John Landis, che aveva già lavorato con John Belushi in Animal House (1978), e che avrebbe poi lavorato di nuovo con Aykroyd in Una poltrona per due (1983).
Trama
- Jake esce dal carcere
Il film è ambientato a Chicago, nel 1980.
"Joliet" Jake Blues (John Belushi) esce dalla prigione (la Joliet Prison) e viene affidato in custodia a suo fratello Elwood (Dan Aykroyd). È in regime di semilibertà dopo aver scontato una pena per rapina. Lo stesso Jake spiegherà poi il motivo di quel gesto: pagare una cena non saldata dai compagni della Blues Brothers Band, di cui fa parte anche Elwood. Nonostante la libertà appena riconquistata, Jake si arrabbia quando scopre che il fratello è passato a prenderlo con una Dodge Monaco del 1974, prima usata dalla polizia locale. Elwood spiega di aver scambiato la loro vecchia Cady, una Cadillac, con un microfono, e di aver comprato la Dodge ad un'asta della polizia a Mount Prospect, nell'Illinois. Per dimostrargli che funziona perfettamente, compie un incredibile salto da un ponte mobile mentre questo è semiaperto. Jake si ricrede e la Dodge diventa la nuova Bluesmobile.
- La missione
Nonostante le proteste di Jake, i due si fermano nell'orfanotrofio cattolico dove sono cresciuti, al centro di Chicago. Vengono a sapere dalla suora Mary Stigmata (da loro appellata "Pinguina") che l'orfanotrofio chiuderà i battenti se non pagherà entro pochi giorni 5000 dollari di tasse sulla proprietà dell'edificio. Jake spiega che possono ottenere facilmente e velocemente quei soldi, ma la "Pinguina" risponde che non accetterà «sporchi soldi rubati» dai due fratelli. Jake ed Elwood le rispondono con varie imprecazioni e a suon di bastonate vengono catapultati giù dalle scale dalla suora, la quale si ritira fluttuando ad un palmo da terra e chiudendo la porta con la forza del pensiero.
Interviene Curtis (Cab Calloway), un dipendente dell'orfanotrofio che aveva fatto conoscere la musica blues ai due fratelli quando erano ragazzini; anche lui rischia di ritrovarsi sulla strada. Curtis li invita a recarsi nella vicina chiesa battista di Triple Rock. Una volta giunti lì, Jake viene illuminato da una luce divina, cosa di cui si accorge il canterino reverendo Cleophus James (James Brown), e riceve la "rivelazione" di rimettere assieme la vecchia banda per recuperare così i soldi per l'orfanotrofio. Per farlo, devono riunirsi ai loro vecchi compagni di gruppo - ora tutti onesti lavoratori - e suonare di nuovo insieme. I proventi delle esibizioni andranno a saldare il debito fiscale dell'orfanotrofio. Ora i due fratelli sono "in missione per conto di Dio".
- Primi guai
Fuori dalla chiesa protestante, Elwood passa ad un semaforo con il rosso ed attira l'attenzione di due poliziotti locali, Daniel e Mount: i due inseguono la vettura dei Blues Brothers ed intimano loro di fermarsi. Elwood ferma la vettura, ma la sua patente era già stata sospesa in precedenza: quando i poliziotti controllano i dati, scoprono il reato e cercano di arrestarlo. I Blues Brothers fuggono, e si salvano dopo uno spericolato inseguimento guidando attraverso (nel vero senso della parola) un grande centro commerciale, e provocando enormi danni.
Una volta raggiunta la porta dell'alberghetto dove abita Elwood, una "donna misteriosa" (Carrie Fisher) li attacca a colpi di bazooka, ma i due fratelli le sfuggono. La porta dell'albergo viene sfondata, e il duo sopravvissuto riesce ad entrare. Quindi si fermano nella loro stanza, con la finestra all'altezza di una linea della sopraelevata (il celebre loop, l'anello interno della soprelevata di Chicago) e nonostante il terribile rumore Jake si addormenta come un sasso mentre Elwood prepara la "cena" (una fetta di pane bianco tostato).
Il giorno dopo, con l'aiuto del responsabile della libertà vigilata Burton Mercer (John Candy), Daniel e Mount riescono a scovare la loro abitazione. Mercer ha finto di credere ai dati della patente di Elwood, sulla quale c'era l'indirizzo 1026 West Addison Street (sede del campo da baseball Wrigley Field). Proprio mentre i tre stanno per arrestarli, la donna misteriosa fa esplodere l'albergo con bombe radiocomandate. I Blues Brothers e i poliziotti rimangono illesi, ma i primi emergono subito dalle macerie e se ne vanno.
- La Blues Brothers Band
Inizia la loro missione: riunire il loro gruppo rhythm and blues, la Blues Brothers Band. La sezione ritmica della band viene ritrovata a suonare all'Holiday Inn con il nome di "Murph and Magic Tones", mentre sta eseguendo nell'indifferenza generale una cover di Quando quando quando di Tony Renis. Grazie all'entusiasmo dei due fratelli, in breve vengono convinti a riunirsi al gruppo, che però non può fare a meno del caldo timbro degli ottoni.
Il trombettista "Mr. Fabulous" (Alan Rubin) ha trovato un ottimo lavoro al ristorante francese Chez Paul , come maître. È senz'altro il più riluttante a riunirsi alla band, ma Jake ed Elwood lo mettono alle strette dando spettacolo di se stessi, facendo incetta delle costosissime pietanze del locale ed infastidendo i clienti. I fratelli minacciano di tornare a mangiare «a colazione, pranzo e cena tutti i giorni della settimana» e Mr. Fabulous per disperazione cede ed accetta di riunirsi al gruppo.
Sulla strada per raggiungere il chitarrista Matt Murphy e il sassofonista Lou Marini, la Blues Brothers Band si imbatte in una manifestazione del "Partito Socialista Americano dei Bianchi" («I nazisti dell'Illinois» come li chiama Elwood). I Blues Brothers, spazientiti, decidono di farsi largo irrompendo tra gli uomini del partito, che stanno occupando un ponte: per non essere investiti, questi sono costretti a gettarsi in acqua. Così anche i nazisti dell'Illinois decidono di dare la caccia ai Blues Brothers. Tuttavia cascano nell'inganno di Elwood, e credendo di trovare la casa di quest'ultimo si recano allo stadio Wrigley Field.
Murphy e Marini lavorano ad un ristorante a Maxwell Street, di proprietà di Matt e sua moglie (Aretha Franklin). Davanti al locale sta suonando Memphis Slim, un cantante di strada (John Lee Hooker). Jake ordina "quattro polli fritti e una coca" ed Elwood "pane bianco tostato, liscio", grazie a tale ordinazione (probabilmente abituale per i due) vengono subito riconosciuti da Matt, che li accoglie con entusiasmo. Per convincerli a non andare con i suoi «sporchi amici bianchi», la moglie di Matt canta Think insieme alle clienti, ma Lou e Matt se ne vanno.
Ora, finalmente riunita, la band compra gli strumenti al Ray's Music Exchange, di proprietà del non vedente Ray (Ray Charles). Per dimostrare loro che un piano elettrico Rhodes da 2.000 dollari funziona bene, si siede al piano e suona Shake Your Tailfeather; i Blues Brothers decidono di pagarlo in cambiali.
- Al Bob's Country Bunker
Non sapendo dove suonare, e per non deludere i ragazzi della band che in fondo si fidano delle sue promesse, Jake trascina il gruppo in campagna ed incappa per caso in un concerto al Bob's Country Bunker, riservato al country e western.
Quella sera avrebbero dovuto esibirsi i Good Ol' Boys, un gruppo country. Ma Jake è disperato, perché il tempo per salvare l'orfanotrofio passa inesorabilmente; così finge con Bob, il padrone del locale, che loro sono proprio i Good Ol' Boys che i clienti stanno aspettando.
La Blues Brothers Band, che non sospetta nulla degli intrallazzi dei due fratelli, comincia a suonare dietro una rete da pollaio: questa li protegge dai rozzi clienti che, furiosi, gettano contro di loro bottiglie perché non sopportano la loro musica. Dapprima umiliati dalla folla per aver suonato rhythm and blues, riprendono consensi improvvisando brani country orecchiabili: un'interpretazione della sigla di Rawhide e la ballata Stand By Your Man, che fa sciogliere in lacrime gli avventori del locale.
Il successo dei finti Good Ol' Boys è notevole ma al momento del pagamento, Bob dice a Jake che la band ha consumato più birra di quello che ha guadagnato, per cui sono loro che devono 100 dollari a Bob. I Blues Brothers con uno stratagemma scappano, senza pagare, proprio mentre arrivano i veri Good Ol' Boys. Questi iniziano infuriati un folle inseguimento, che però si conclude con un violentissimo schianto contro la stessa volante della polizia già seminata da Jake ed Elwood nel centro commerciale. A questo punto anche i Good Ol' Boys iniziano la caccia ai Blues Brothers.
- Il successo al Palace Hotel
Dopo questo disastro i Blues Brothers, che sono sempre "in missione per conto di Dio", decidono di rivolgersi al loro vecchio amico ed agente Maury Sline, che incontrano in una sauna. Sline è dapprima scettico riguardo ai due, a causa dell'abbigliamento e per il loro genere musicale che lui considera ormai sorpassato. Poi Jake lo minaccia di "raccontare qualche storiella a sua moglie", e così il manager offre loro per un gran concerto la Sala Grande del Palace Hotel, a nord di Chicago, sul Lago Wazzapamani (nome inventato).
Dopo aver girato tutta la contea per promuovere il concerto che si sarebbe svolto la sera stessa, aiutati anche dai bambini dell'orfanotrofio e da Curtis, la Bluesmobile finisce la benzina. I due fratelli sono costretti a spingerla per ore, rischiando di non arrivare neppure e tenendo in apprensione tutta la band. Mentre fanno rifornimento, Elwood conosce una bella ragazza molto chic su una decappottabile (Twiggy), al che si finge benzinaio, ruba per lei la benzina, si fa pagare 94 dollari (più uno di mancia) e nonostante il ritardo prova a sedurla, dandole appuntamento in un motel: la ragazza, sorridendo, rifiuta e se ne va. In realtà, in un secondo tempo, si vedrà lei delusa davanti al motel, in attesa di Elwood che non arriverà mai.
Grazie all'intenso battage pubblicitario, il Palace Hotel si è gremito di pubblico, ma tra gli spettatori si appostano anche i Good Ole Boys, i poliziotti Daniel e Mount, il loro collega Mercer e molti altri agenti che sperano di catturare i Blues Brothers. Mentre Jake ed Elwood sono costretti a passare dal bagno delle donne per entrare al Palace Hotel, ed eludere la sorveglianza, la folla si spazientisce per l'attesa e quindi Curtis ha la brillante idea di eseguire con la band Minnie the Moocher, vecchio successo del 1931 di Curtis/Calloway al Cotton Club (infatti la scena viene girata come se fosse ambientata lì, in quel locale, esattamente negli anni trenta).
Finalmente salgono sul palco Jake ed Elwood. Una volta in scena, eseguono Everybody Needs Somebody to Love di Solomon Burke nella versione di Wilson Pickett (citato anche a fine canzone) e Sweet Home Chicago di Robert Johnson nella versione di Magic Sam Maghett, riscuotendo un travolgente successo. Accortisi però che la polizia ha circondato la sala, decidono di fuggire. In questo frangente incontrano un produttore discografico, ex buttafuori del locale, che offre loro ben 10.000 dollari per un LP in esclusiva. I due accettano (lasciando però i soldi per pagare Ray al negozio di strumenti e i ragazzi della band) e l'uomo gli spiega che possono andarsene mediante una botola sul palco, proprio sotto la batteria.
- L'inseguimento
Mentre i fratelli fuggono dall’hotel per mezzo di cupi tunnel di servizio, si imbattono nuovamente nella "Donna Misteriosa". Si scopre finalmente che si tratta della ex fidanzata di Jake, abbandonata sull'altare. Ella tenta invano di eliminarli con un fucile M-16, ma essi si salvano e Jake implora pietà offrendo una litania di scuse (carburante, terremoto, cavallette, ma non solo) e quindi la persuade togliendosi gli occhiali da sole (è questa l'unica scena in cui uno dei fratelli appare senza lenti). Jake afferra la donna tra le braccia e la bacia appassionatamente, ma era solo un bluff: una volta riuscito a calmarla, guarda Elwood, gli dice «Andiamo!» e la lascia cadere nella melma. Il sempre impassibile Elwood le si rivolge commentando: «È fatto così!», e i due raggiungono la Bluesmobile sfuggendo sia alla donna che ai poliziotti.
Con il pieno di benzina, i due si dirigono a folle velocità verso Chicago, distante ben 106 miglia, inseguiti da «tutte le forze dell’ordine dell'Illinois». In modo rocambolesco le eludono, dando vita ad uno spettacolare inseguimento che coinvolge decine di automobili. Anche i Good Ol' Boys li stanno inseguendo con il loro camper, ma poi cadono vittime del tranello di Elwood, che aveva precedentemente applicato del mastice ("tipo extra-forte") sull’acceleratore. Perdono il controllo del mezzo che va a finire a tutta velocità in un lago, ed escono definitivamente di scena. Con la Bluesmobile, in grado perfino di "volare", i Blues Brothers riescono a sfuggire anche ai nazisti dell’Illinois, che con la loro Ford Pinto cadono giù da un’autostrada in costruzione (mentre precipitano, tra l'altro, l'autista dichiara il suo amore al capo) e poi si schiantano sull’asfalto da un'altezza considerevole. Vi creano un buco dove cadono anche i loro complici, mentre Jake ed Elwood lo saltano e proseguono sani e salvi.
- L'arrivo a Chicago
Dopo ore ed ore di adrenalinico inseguimento sul filo dei 200 km/h, inseguiti da un vero e proprio esercito di auto della polizia a sirene spiegate, che nel frattempo si schiantano in tutti i modi dietro di loro, i Blues Brothers arrivano al Richard J. Daley Center a Chicago. Irrompono nella piazza e si arrestano repentinamente su un marciapiede. Qui, chiudendo la portiera, l'esausta Bluesmobile cade letteralmente a pezzi. Elwood per un attimo si toglie il cappello per darle l'estremo saluto.
Entrando nell'edificio e correndo a tutta velocità, prendono l'unico ascensore, salgono al 102° piano, Elwood lo danneggia costringendo gli inseguitori ad usare le scale, fino all'Ufficio delle Tasse di Cook County, qui però scoprono un cartello con scritto «Torno tra 5 minuti».
Nel frattempo una vera e propria armata giunta da cielo, terra e dal lago Michigan, composta da centinaia di poliziotti armati fino ai denti, esercito, marina, aviazione, pompieri, corpi speciali ed incursori della SWAT, si getta urlando nell'edificio e continua l'inseguimento dei Blues Brothers travolgendo tutto quello che trova. Per fortuna all'ultimo minuto arriva l'impiegato addetto alla riscossione delle tasse (Steven Spielberg), e Jake ed Elwood possono finalmente pagare l’imposta per l’orfanotrofio. Proprio nell'istante in cui viene timbrata e consegnata la ricevuta, vengono raggiunti da centinaia di poliziotti e militari che, spianandogli addosso ogni genere di armi, li arrestano; ma ai fratelli non importa nulla, la missione è compiuta e l'orfanotrofio è salvo.
Nella scena finale la Blues Brothers Band al completo è in prigione, e suona per i compagni detenuti il brano Jailhouse Rock, scatenando ovviamente l'ennesima baraonda.
- Commento
I Blues Brothers sono stati definiti in tanti modi: punto di riferimento della comicità demenziale, vero e proprio monumento della black music, film culto, kolossal, fenomeno di costume.
Il film, e soprattutto i due protagonisti principali, sono riusciti a fissarsi nell'immaginario collettivo.
I fratelli Blues come anarchici gremlin si sono riprodotti nel tempo in Iene, in Men in Black, nella banda degli 88 folli di Kill Bill o nel protagonista di Essi vivono di Carpenter, che come "Joliet" Jake riesce a vedere la realtà (la luce) solo indossando gli occhiali scuri. E loro la realtà la vedono distintamente: salvare l'orfanotrofio dove sono cresciuti dalla chiusura per una questione di tasse non pagate. "Joliet" Jake Blues, appena uscito di galera e suo fratello Elwood si lanciano a testa bassa in questa missione. Proprio loro, i reietti, gli "sporcaccioni", gli squattrinati, gli emarginati. Per pagare quelle tasse che neanche l'arcivescovado vuole pagare per poterci poi speculare sopra. E lo fanno senza secondi fini, senza compiacimento, tanto irresistibilmente imperturbabili quanto disinteressati. E questo la società normale non può permetterlo. Non può consentirlo. Tutti verranno mobilitati per fermarli: la polizia, le forze speciali, i pompieri, i corpi a cavallo, la marina. E poi fidanzate tradite, gruppi neonazisti («i nazisti dell'Illinois»), gruppi di musica country.
È l'energia, l'anima ribelle che alla fine trionfa in questo film dove tutto è debordante, dagli interminabili inseguimenti a sirene spiegate al corpo di Belushi che con la sua eccezionale fisicità occupa tutta la scena, in perfetta armonia con l'ingombrante understatement di Aykroyd. Anche a distanza di anni si è ancora stupiti di come il film con i suoi eccessi sia stato orchestrato così alla perfezione, trovando la giusta collocazione ad un numero infinito di gag, personaggi e a momenti tuttora memorabili.
- La critica
Particolarmente negativa è stata l'accoglienza della critica statunitense all'uscita del film.
• La prima recensione fu del Los Angeles Times che parlava di disastro da 30 milioni di dollari, accomunando i Blues Brothers a 1941: Allarme a Hollywood in quanto a "disfunzioni ghiandolari".
• Il New York Times lo definì una "saga presuntuosa"
• Il Washington Post scrisse di "imbecille stramberia" quella di nascondere gli occhi espressivi di Belushi con degli occhiali da sole. In realtà, secondo quanto dichiarato da John Landis nella biografia di Belushi scritta dalla moglie, gli occhiali da sole salvarono in più occasioni le riprese, quando Belushi si presentava sul set drogato e con l'aria assente.
• Variety accostava i Blues Brothers ai film di Gianni e Pinotto per livello di ispirazione, humor elementare e divertimento momentaneo.
Più lusinghiera invece l'accoglienza della critica italiana: "una delle sorprese dell'anno" per La Repubblica [1], diversi piani di lettura su Avvenire[1], apprezzamento sufficiente per il Paese Sera[1].
Con il tempo i Blues Brothers hanno cominciato ad avere apprezzamenti crescenti assumendo infine un indiscusso status di cult movie, rientrando nelle classifiche dei film più amati dal grande pubblico.
- Box-office e home video
Il budget originale di 16 milioni di dollari lievitò ben presto fino ad assestarsi intorno ai 27 milioni.[2] [3]
Gli incassi statunitensi non furono esaltanti: con 57 milioni di dollari divenne il decimo incasso del 1980, anno dominato dal blockbuster "L'impero colpisce ancora".
Gli incassi esteri di 58 milioni però resero i Blues Brothers il primo film statunitense a incassare più all'estero che in patria, portando l'incasso totale a 115 milioni di dollari.[4] [5]
Il circuito home video rese ulteriori 32 milioni di dollari.[3]
In Italia il film è uscito in DVD nel 2001 con una edizione da collezione contenente la versione originale integrale con scene inedite. In occasione del 25° anniversario del film è uscita anche la versione doppio disco con entrambe le versioni del film: cinematografica ed estesa.
- Note
1 ^ a b c "John Belushi. L'anima blues in un corpo punk: il comico demenziale", Stefano Sorbini Editore, 1996
2 ^ Rotten Tomatoes in Info & Tidbits on The Blues Brothers.
3 ^ a b Internet Movie Database in Business Data for The Blues Brothers
4 ^ Box Office Mojo in The Blues Brothers.
5 ^ Chicago Sun-Times in Movie still remembered after 25 years.